Speriamo che sia femmina

Mario Monicelli e l’universo femminile



Un tributo per il centenario della nascita del padre della commedia all’italiana, visto dal punto di vista del “sesso forte”: le donne.

“E insomma ho avuto quattro, come le vogliamo chiamare?, famiglie, convivenze. E tre figlie, Ottavia, Martina e Rosa. Penso sempre che sono nate femmine perché così le ho volute; non mi sarebbe piaciuto avere dei maschi: mi fa piacere avere intorno degli esseri umani senza peli, senza barba e con la voce argentina di quando si è bambini, mentre i maschi, crescendo, cambiano anche la voce.

è vero, ho raccontato storie di uomini ma, a parte “I compagni”, gli uomini li ho sempre presi in giro, ho messo a nudo le loro debolezze, le loro piccole e misere ambizioni. Io le donne le ho sempre amate di più, stimate di più. (...) Ho molta stima delle donne, anche di quelle negative. La loro superiorità non è solamente fisica ma anche morale: sono più adulte, più forti, più oneste e non hanno il fondo di meschinità che gli uomini, anche cresciuti, sono sempre pronti a tirare fuori.”

(Mario Monicelli, “Autoritratto”, a cura di Fabrizio Borghini, Firenze 2002)

Mario Monicelli, falso toscano, anzi falso viareggino per scelta strategica, è nato a Roma il 16 maggio del 1915. Nel 2015 ricorre dunque il centenario della nascita del regista che forse più di tutti ha contribuito a fondare e delineare le caratteristiche della commedia cinematografica all’italiana. Per ricordare la figura di un intellettuale e uomo di cultura dalla carriera lunghissima, l’associazione culturale PromoCinema propone di organizzare un tributo focalizzato sul particolare rapporto di Monicelli con l’universo femminile.
A lungo considerato un regista dall’ottica tipicamente maschile, anzi quasi misogina – valga per tutti l’esempio di Amici miei – in realtà il regista de I soliti ignoti ha avuto verso il genere femminile un rapporto complicato e interessante, di diffidenza e di ammirazione insieme.

Se nei suoi film gli uomini si mostrano quasi sempre inadeguati, tanto da essere candidati al fallimento, spesso le donne sono animate da una maggiore forza interiore, che le rende in un certo senso superiori ai loro compagni, mariti o amanti. E così Speriamo che sia femmina, l’omaggio che prende in prestito il titolo da un fortunato film della maturità di Mario Monicelli, si propone di approfondire il rapporto del regista con le donne, sia sul piano dell’ispirazione cinematografica che su quello personale.

Il tributo per i 100 anni dalla nascita si articola su una serie di iniziative che si possono così sinteticamente indicare:

  • Mostra di immagini dei film di Mario Monicelli che evidenziano attenzione alla tematica della donna, nonché delle foto di scena delle più famose attrici prescelte dal regista. Fra le immagini presenti possiamo indicare locandine e foto di scena di Donatella, Le infedeli, La ragazza con la pistola, Facciamo paradiso, Romanzo popolare, oltre, ovviamente, a Speriamo che sia femmina e tanti altri. Un curiosità particolare rivestono le immagini ritrovate di Pioggia d’estate, il primo film da lui diretto nel 1937 sotto il nome di Michele Badiek; il film è andato perduto, ma PromoCinema dispone in esclusiva di circa 30 fotogrammi recuperati recentemente. Fra le attrici che coinvolte nell’esposizione figurano Elsa Martinelli, Monica Vitti, Margherita Buy, Giuliana De Sio, Sophia Loren, Liv Ullmann, Catherine Deneuve, Stefania Sandrelli, Gina Lollobrigida, Ornella Muti e moltissime altre, che possono essere chiamate a testimoniare sulla loro esperienza cinematografica con Monicelli: ovviamente, possiamo anche coinvolgere alcuni attori degli stessi film, come Paolo Villaggio, Ninetto Davoli, Giancarlo Giannini, Michele Placido.
  • Video con montaggio con sequenze dei film sopra richiamati, proponibile per la proiezione in “loop”, della durata di ca. 60’.
  • Retrospettiva cinematografica sul tema del rapporto fra Monicelli e l’universo femminile: Alta infedeltà (1964) / Le coppie (1970) / Donatella (1956) / Facciamo paradiso (1995) / Le infedeli (1952) / La ragazza con la pistola (1968) / Romanzo popolare (1974) Speriamo che sia femmina (1986) / Temporale Rosy (1979)

Scheda tecnica

  • La mostra comprende 50 immagini, stampate in digitale in quadricromia ad alta definizione su pannelli rigidi ultraleggeri di grande formato 70x100 cm. ed è completa di didascalie bilingui (italiano e inglese); ovviamente il numero dei quadri può essere ridotto per esigenze di spazio speciali, pur mantenendo il senso dell’itinerario narrativo.
  • Per specifiche manifestazioni da concordare è possibile fornire i soli file di stampa ad alta definizione in formato PDF, da stampare a cura del richiedente.
  • È possibile concentrare il tutto in una sola serata con una conferenza multimediale, nella quale uno dei nostri esperti di cinema tratta il tema del rapporto fra il cinema di Mario Monicelli e l’universo femminile, accompagnandosi con la proiezione di immagini e filmati tratti dalla mostra.
  • La produzione comprende anche un video della durata di circa un’ora, con un montaggio di scene tratte dai film oggetto della mostra, che può esser proiettato su monitor o su grande schermo (vedi sopra).
  • Per esigenze particolari possiamo organizzare anche una retrospettiva speciale, mettendo a disposizione i titoli dei principali film di Mario Monicelli (vedi sopra).
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